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Novara
Novara | ©Carmine Rubicco

Un cambiamento di ritmo

Dal taccuino di DooG | Staff

Abbiamo chiesto ai nostri autori e al nostro network di rispondere a tre domande su come stanno affrontando questo difficile momento storico. Ecco qui l’intervista a CARMINE RUBICCO, giornalista e fotografo, autore di DooG Reporter.

C’è una bellezza del mondo, anche banale, che hai riscoperto in questo periodo? 

Personalmente partirei dalla definizione di bellezza del mondo per poi poterne vedere una che è stata riscoperta. Bellezza del mondo la interpreto in questo caso con un significato molto lato, ampio e con molte sfaccettature. La bellezza del mondo potrebbe essere semplicemente il cambiamento di ritmo, un approccio diverso al proprio modo di essere. Come diceva qualcuno ‘il mondo il mondo è nell’uno e nell’uno c’è il mondo‘ (non cristianamente parlando). Se invece si parla di un luogo fisico, posso parlare del deserto. La bellezza del deserto è impareggiabile. Una solitudine proattiva e di crescita. Diversa da quella delle città. 

Come credi la tua professione sia cambiata o cambierà?

Il cambiamento avviene sempre e comunque prima dall’interno. Certo, dopo questo periodo le situazioni esterne mi costringeranno a una revisione di programmi e progetti. Tuttavia credo che se non si è pronti interiormente a mutare modalità lavorative, i fattori esterni incidono ben poco. Mi spiego. Se già prima della pandemia ero un soggetto ‘passivo’, se non decido io di cambiare approccio, resterò un soggetto passivo anche dopo, a prescindere da quello che è successo. Se, diversamente, ero una persona attiva, pur se tra mille difficoltà, troverò comunque il modo di continuare e migliorare. Per quanto riguarda il lavoro in senso stretto, è già cambiato. Per forza di cose si dovranno trovare modalità diverse per poterlo svolgere. Una cosa è certa, quello che non è cambiato è la necessità del lavoro di reporter e documentarista del nostro tempo. Anzi. È proprio ora che diventa ancora più importante raccontare e far conoscere. Magari, se prima la mente era orientata verso macrotemi sviluppati all’estero, ora gli stessi hanno assunto un valore decisamente dirompente anche a pochi passi da casa. Non che prima non fosse così, ma adesso mi sembra impellente partire da vicino. 

Un’immagine, un libro e una canzone che rappresentano per te questo periodo.

Un’immagine che per me rappresenta questo periodo è quella tratta da un servizio svolto da Fanpage e che ritrae un medico in lacrime. Dal mio punto di vista questa figura riassume bene quello che è successo, che sta succedendo e che succederà in quanto le lacrime sono uno sfogo, possono essere di rimpianto per quello che si sarebbe potuto meglio e di paura per un futuro decisamente incerto.

Un libro è Ricordi di un angelo sporco di Henning Mankell, sia per la trama sia perché è stato un libro che ho letto in pochissimi giorni, cosa che non capitava da tempo.

Per la canzone è più difficile essendo queste legate a momenti diversi. Se cerco una canzone simbolo della quarantena è secondo me Sound of silence nella versione originale di Simone & Garfunkel. Questa ben evidenzia le carenze della nostra società prima della pandemia e solleva il sipario su eventuali rischi di ulteriore falsificazione dei rapporti. E qui ci si ricongiunge all’importanza del lavoro dei reporter. Una cosa importante: lavoro dei reporter e non dei giornalisti perché non è detto che il lavoro dei giornalisti accreditati sia lavoro sincero e veritiero. 

Testo | Carmine Rubicco
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