Vaccinazione contro il virus H1N1

Parte di un progetto più ampio, il fotoreportage è realizzato nello stato del Maranhão in Brasile. Il villaggio di Mandacaru èun borgo di pescatori alla foce del Rio Preguiça, all’estremo nord del paese

Vaccinazione contro il virus H1N1

Maranhão, Brasile

La diffusione di pandemie e la loro copertura mediatica sono ragione di grande preoccupazione.
Lo vediamo in questi giorni in seguito alla diffusione del Corona virus di Wuhan “SARS-Cov2”.
La gravità percepita di questi fenomeni è maggiore quando possiamo vederne le conseguenze da vicino. Eppure, la diffusione di queste epidemie ha quasi sempre origine in aree in via di sviluppo, in regimi dove la democrazia e la libertà di informazione sono compromesse e spesso proprio l’opacità del sistema informativo è spesso la ragione di reazioni tardive da parte delle autorità governative.

Se nei paesi sviluppati la reazione delle autorità sanitarie ha una certa efficacia, non è così nei nelle aree più povere e meno servite da strutture sanitare e mezzi di trasporto adeguati.
Con il reportage che segue ho voluto raccontare le epidemie influenzali da questa prospettiva.
Nel corso del 2009 un sottotipo di influenza suina del tipo A H1N1 si è trasmessa da alcuni allevamenti di maiali all’uomo causando vittime in Messico e diffondendo la malattia nel mondo. Tale variante è stata chiamata mediaticamente ed in gergo colloquiale “febbre suina”. Tra l’8 marzo e il 2 aprile 2010 il ministero della salute brasiliano ha realizzato la seconda e la terza fase del programma di vaccinazione contro il virus H1N1, quelle dedicate agli addetti sanitari, alle popolazioni indigene dei villaggi, alle madri in gravidanza e ai loro figli.

Il fotoreportage è parte di un progetto più ampio dedicato al Brasile, ed è stato realizzato in quel periodo, nello stato del Maranhão, principalmente nel villaggio di Mandacaru, un povero borgo di pescatori alla foce del Rio Preguiça, all’estremo nord del Brasile, ai margini di aride quanto affascinanti zone desertiche che accarezzano la foresta pluviale.
In quell’area il fiume aveva consentito lo sviluppo di un’economia di sussistenza fondata sulla pesca e un turismo di passaggio, data la mancanza di strutture ricettive e difficoltà di collegamento.
La città con servizi sanitari adeguati più vicina al villaggio era São Luis, la capitale del Maranhão, distante circa cinque ore, utilizzando imbarcazioni e poi automobili o autobus.
Arrivando a São Luis, a cinque ore di volo da Rio de Janeiro, avevo trovato come altri un’auto privata che svolgeva servizio di trasporto dalla capitale a Barreirinhas, villaggio fluviale ai margini del deserto. Avevo condiviso il viaggio con una giovane madre e il suo piccolo Felipe, ritratti in una delle foto che seguono. Felipe era affetto da una forma di dermatite. Avevano viaggiato tre ore in auto da Barreirinhas, a São Luis, per una visita dermatologica e con me facevano il tragitto di ritorno a casa. Avevo compreso subito quali difficoltà per noi non immaginabili incontrassero quotidianamente.
Lasciata la capitale, lungo la strada, le condizioni di vita della popolazione lasciavano intendere facilmente le loro condizioni economiche e sanitarie.
Arrivato Barreirinhas di sera mi sono imbarcato l’indomani su una lancia di fiume e ho raggiunto Mandacaru.
Tra le case di mattoni e strade di sabbia, nella chiesa di São Sebastião era stato allestito un ambulatorio.
La vaccinazione aveva chiamato a raccolta l’intera comunità e aveva riguardato inizialmente giovani mamme e bambini. Questi ultimi come sempre avevano trovato il modo per trasformare l’evento in momento di gioco. Sui volti della gente i segni della fatica non nascondevano l’animo sereno e fatalista di queste popolazioni la cui vita è fortemente legata alla benevolenza della natura.
Questo reportage è dedicato agli sguardi che ho incrociato lungo questo viaggio.

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