Alida Vanni
La povertà senza freni

Una storia vissuta a Buenos Aires, Argentina

La povertà senza freni

di Alida Vanni

A pochi chilometri dal centro di Buenos Aires sorge il barrio La Boca | Republica Popolar, il luogo più tipico e caratteristico della capitale argentina. Conta circa quarantamila abitanti, molti vivono in case colorate di lamiera, simbolo del quartiere con una storia curiosa alle spalle.

La Boca è uno dei 47 quartieri di Buenos Aires, una delle parti più antiche della città, il luogo in cui la maggior parte degli immigrati europei iniziò la propria vita in Argentina. Alla fine del XIX secolo il quartiere era popolato per lo più da persone di origini italiane. Un luogo vivo, pieno di energia e musica.

Allontanandosi dalle viuzze turistiche dell’iconico quartiere, ci sono storie di delinquenza  e assoluta povertà. Basta fare due passi, solo due, per entrare in una realtà totalmente diversa, in un mondo completamente diverso. Vie a volte vuote, a volte colme di bambini irrequieti che schiamazzano e giocano per strada, palleggiano, bettole con personaggi decisamente singolari che parlano ancora il dialetto genovese! L’atmosfera cambia, si legge un’immensa povertà, e si percepisce la pericolosità del quartiere.

CABA | Alida Vanni, ©2018

L’Argentina è destinata a essere soggetta a periodiche, pesantissime crisi socio-economiche. Non meno di un terzo della popolazione vive in condizione di povertà, condizione che arriva a investire circa metà della popolazione infantile, data la maggiore concentrazione di disagio nelle famiglie numerose. Il presidente Mauricio Macri ha ammesso che, con la svalutazione della valuta locale, la povertà aumenterà. Ed è per questo che ha annunciato un rafforzamento delle misure sociali. Migliaia di persone a Buenos Aires, come fonte quotidiana di cibo, dipendono dalle mense chiamate Comedor, luoghi privati dove è possibile mangiare gratuitamente.

Nel quartiere La Boca sono diversi i Comedor gestiti da gruppi di persone, non certo ricche, che hanno però deciso di organizzarsi per tentare di dare una risposta ai problemi più urgenti del quartiere. Il denaro per la gestione dei Comedores viene dai pochi sussidi che lo stato fornisce per questi progetti comunitari. 

Comedor Micaela

Abbiamo incontrato Jorgelina, 65 anni, che vive in un’umile casa, con il marito, figlio, nuora e nipoti. Una donna che, dal lunedì al venerdì, si dedica a cucinare e a donare la sua casa per le famiglie più disagiate della sua. Il suo Comedor Micaela riesce a sfamare più di 50 persone al giorno con profumate torte salate. “Ogni giorno aumenta il numero di persone che hanno bisogno di cibo e questo è il segnale di una grande necessità” racconta Jorgelina.

“Non c’è lavoro non ci sono stipendi sufficienti, tutto è molto caro e la gente non arriva a mangiare tutti i giorni, sopratutto gli anziani e bambini. Siamo 2 persone a lavorare nella sala da pranzo. Tante sono le famiglie a cui diamo assistenza, ma vedendo la situazione e la crisi che stiamo attraversando, ci sono più di 30 famiglie che frequentano il mio Comedor, anche perché attraverso il passaparola le persone si sommano. Stiamo ricevendo aiuto da alcuni negozi che collaborano come possono, anche alcune famiglie del quartiere riescono a darci qualche cosa oltre ai pochi i fondi che il Ministero per lo Sviluppo Sociale ci offre. Con grandi sforzi e un grande cuore riusciamo sempre a sfamare le persone bisognose del nostro quartiere. Vedo la fame nei loro volti”.

Alcune delle famiglie aiutate da Jorgelina sono famiglie di carcerati, altre madri abbandonate. Una di loro è Angeles, il marito è sparito abbandonandola con 4 figli e loro da un anno si presentano quotidianamente da Jorgelina in sala da pranzo. Oltre a essere un Comedor, la casa di Jorgelina, ha anche uno spazio adibito a parrucchiere. Tre volte alla settimana Jeremias, un volontario parrucchiere, si dedica a chi ha bisogno di farsi barba o capelli.

Una bella storia di comunità e di collaborazione in un paese dove la crisi economica del 2001-2002 ha fatto sprofondare molte famiglie argentine, rendendo impossibile il sostentamento.

Testo e Foto | Alida Vanni
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Cerco una fotografia per niente assordante, una composizione gradevole, che faccia riflettere senza infastidire l’occhio.

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