Conoscere il paese, le sue tipicità, la zona nella quale lavoreremo, usi e costumi, e tutto quanto riusciamo a sapere: è fondamentale per portare a casa un buon lavoro. Curiosità e voglia di informazione ci devono fare da guida nella ricerca.

Teschio di elefante | Gabriele Orlini, ©2019
Elephant skull | Gabriele Orlini, ©2019

Nella giungla del Mondulkiri

Si presenta così il Mondulkiri: un’immensa distesa di un imperscrutabile verde dalle sfumature marcate, dimora di un’incredibile varietà umana, animale e vegetale. È la regione più orientale, selvaggia e meno densamente popolata della Cambogia, situata al confine con il Laos e il Vietnam. 

Negli anni sessanta e settanta del secolo scorso, qui passava una parte del sentiero che serviva a portare le armi dal Vietnam del Nord a quello del Sud.

I Bunong

Nella giungla che popola queste remote montagne abitano diverse minoranze, tra cui i Bunong – conosciuti anche come Pnong -, un’etnia animista che da oltre duemila anni vive in simbiosi con la natura del Mondulkiri. I Bunong, infatti, credono negli spiriti della foresta e seguono un codice di comportamento incentrato sul rispetto delle risorse che questa concede loro.
Si dice che siano i custodi di un’antica tradizione che permette loro di addomesticare gli elefanti, animali che vengono considerati veri e propri membri della comunità. Per questo gli uomini Bunong vengono chiamati anche mahout, che in hindi significa “chi cavalca l’elefante”. Gli uomini comunicano con gli elefanti tramite una lingua particolare, fatta di fischi, suoni rochi, grugniti e acuti.

Nelle tradizionali case Bunong vengono conservati antichi vasi cilindrici che si tramandano di generazione in generazione e gong tradizionali. Questi sono gli oggetti più preziosi che le famiglie Bunong possiedono, sia dal punto di vista materiale che spirituale. Si racconta che, durante il regime di Pol Pot, molti di questi vasi furono interrati nella foresta per evitare che venissero distrutti dai khmer rossi. E sembra che alcuni di questi siano ancora lì, ad aspettare che qualcuno li vada a prendere.

Negli ultimi vent’anni si è diffusa la pratica del land grabbing, ovvero la vendita da parte di privati o enti governativi di parti di foresta, cedute ad aziende straniere in cambio di denaro, e destinate a esser sfruttate. Fortunatamente in anni recenti si è preso coscienza di questo problema e si sta cercando di arginarlo, trovando un sistema di sviluppo sostenibile per quest’area.

L’area di Mondulkiri e Sen Monorom è parte del programma della masterclass Cambogia 2019

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