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Intervista a Marco Barbieri
Ivana | ©Giuseppe Barbieri, 1977

Lasciarsi meravigliare

Dal taccuino di Marco Barbieri

Abbiamo chiesto ai nostri autori e al nostro network di rispondere a tre domande su come stanno affrontando questo difficile momento storico. Ecco qui l’intervista al fotografo, video maker e autore di DooG Reporter MARCO BARBIERI.

C’è una bellezza del mondo, anche banale, che hai riscoperto in questo periodo? 

Una delle cose che più mi piace fare quando ho molto tempo a disposizione è riaprire le vecchie statole che ci sono a casa dei miei genitori, e lasciarmi meravigliare. Sopra ad alcuni scatoloni ho scritto con un pennarello il contenuto sull’esterno, ma altri sono assolutamente anonimi e sorprendenti nel loro contenuto. Nel garage dove mio padre stipava i suoi attrezzi, accanto alla lavanderia, c’è una scatola di cartone, e al suo interno le fotografie di famiglia. Dico fotografie e non album, perché non sono per nulla ordinate, anzi direi proprio che sono alla rinfusa. Le più recenti risalgono agli anni ’90, e sono conservate in quei raccoglitori 10×15 di plastica colorata, mentre quelle più datate sono logore e portano i segni del tempo e della conservazione non proprio impeccabile.

Mia mamma dice spesso “non mi piace riguardare le fotografie” con un forte tono malinconico. Ma sono convinto che creda, come credo io, nella loro bellezza.

Come credi la tua professione sia cambiata o cambierà?

La mia professione è cambiata di sicuro e continuerà a cambiare. Senza dubbio la fotografia commerciale è piuttosto ferma e la produzione di contenuti per le aziende è rallentata e si è appiattita e conformata su pochi messaggi condivisi e anche piuttosto banali. Eroismo epico, presenza nonostante la distanza, e ripartenza e ripresa. Spesso usati anche fuori luogo.

Ci sono molte criticità, dall’impossibilità negli spostamenti alle difficoltà economiche. Ma quello che più rende complicato il lavoro è il “distanziamento sociale”. È un peccato che si parli di questo e non di responsabilità. Il termine “sociale” implica tutta la genuinità e profondità dei rapporti con l’altro, punto sul quale ho sempre cercato di lavorare e di migliorarmi e che credo sia fondamentale nell’attività di fotografo.

Un’immagine, un libro e una canzone che rappresentano per te questo periodo.

In questo periodo mi sono fermato, ho guardato e ascoltato molto. Di tutto. L’immagine che più mi rimane impressa è un’immagine televisiva, una brutta immagine che il governo ha dato di sé. I parlamentari italiani si azzuffano alla Camera. Nel pieno dell’emergenza succede anche questo, e non riesco a capacitarmi di come in politica si possano comunque rincorrere i propri interessi in una situazione simile. Conosco la fragilità del Paese e molti dei suoi limiti, non sono certo scandalizzato, ma mi aspettavo meglio, sinceramente.

Così mi sono spesso rifugiato nella visione di foto, di film, nell’ascolto di playlist musicali.

Un libro? Posso fare a cambio con una serie TV? Devo essere diretto, non sono mai stato un grande lettore. E anche in questi giorni non ho cambiato abitudini. Però va detto, provando a recuperare un po’ di credito: Mr. Robot è una serie molto molto bella e Afterlife è davvero poesia.

Per ciò che riguarda la musica mi affido alle playlist: ne ho scoperta una creata da Thom Yorke per Sonos Radio. Fantastica!

Testo | Marco Barbieri
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