Le Merveille

La disabilità mentale è uno svantaggio per l’individuo e si manifesta con la riduzione delle sue facoltà intellettuali derivanti da:
una anomalia cromosomica genetica, un incidente, come conseguenza di una grave malattia.

"La disabilità mentale è uno svantaggio per l'individuo e si manifesta con la riduzione delle sue facoltà intellettuali derivanti da: una anomalia cromosomica genetica, un incidente, come conseguenza di una grave malattia, etc.
Esso è in grado di vivere con gli altri a condizione che si tenga conto del suo ritmo personale che presuppone mezzi specializzati per la sua educazione, il suo alloggio, il suo lavoro, ...."

Cartello nel Centre de Santé Le Merveille

Ore 07:15
Città mineraria di Lubumbashi (DR Congo)

L’appuntamento è al distributore di benzina della Total, posto sulla grande rotatoria tra Avenue Lumumba e la Sinagoga.
Come nelle migliori tradizioni dei luoghi impossibili, questo è anche il luogo dove sostano taxi, pullman, furgoni, carriole. In pratica qualsiasi cosa in grado di trasportare cose e persone.
Ancora oggi, dopo tanti luoghi visti, mi chiedo come sia possibile che dal Sud America all’Asia passando per l’Africa questi luoghi siano tutti uguali: migliaia di piccoli mezzi colorati e stridenti di voci incomprensibili ti portano, stipati con precisione chirurgica, in ogni luogo della città e della provincia.
E ogni volta passi il tempo nel chiederti se il mezzo preso sia quello giusto.

Lubumbashi (originariamente: Elisabethville, ai tempi di Re Leopoldo, ) è la terza città della Rep. Dem. del Congo e conta poco più di 1,2 milioni di abitanti. Nella prima metà del 1900 i belgi iniziarono a sfruttarla per le sue ricche miniere di rame, mentre ora, negli anni 2000, ci pensano i cinesi.

Sono le 7 di mattina e fa già caldo.
Ho appuntamento con Pier che si è prestato ad accompagnarmi a Kalombo, sobborgo della città, per incontrare Madame Celine e i ragazzi a cui da riparo e istruzione all’interno del suo centro sanitario.
Sono molte le strutture sanitarie private a Lubumbashi, anche se sono molto diverse dal nostro immaginario occidentale di sanità. Si tratta per lo più di piccole costruzioni con l’intonaco bianco e una croce sui muri. Mentre per l’interno si fa quel che si può…

Creato dall’idea e dallo straordinario entusiasmo di una donna eccezionale – Madame Celine – e da suo marito, il centro sanitario Le Merveille si è posto l’oneroso impegno di prendersi cura dei ragazzi con disturbi cognitivi genetici o, molto più frequentemente, ragazzi con disabilità mentale a seguito di una diagnosi tardiva della Drepanocitosi, malattia emolitica a carattere ereditario ma anche conseguenza della malaria curata male o troppo tardi.

Madame Celine, a seguito della morte della loro giovane e unica figlia affetta da Drepanocitosi a causa anche della totale mancanza di informazione medica, cure adeguate e strutture competenti, decise di aprire, con l’aiuto del marito, un centro sanitario ai bordi della città per la prima diagnosi e le cure basiche per questa terribile malattia.
Dopo una prima attività di pura diagnosi della drepanocitosi, decisero di aprire un centro di formazione e istruzione per ragazzi e ragazze con problemi cognitivi causati dalla malattia.

Nel 2012 il Centre de Santè Le Merveille risultava l’unica realtà privata e gratuita nella Provincia di Katanga in grado di offrire una valida alternativa ai ragazzi con problemi cognitivi, al fine di rendere sostenibile e autosifficiente la loro vita nella società.

Le Merveille fornisce attività di istruzione e formazione diurna a una trentina di bambini e ragazzi di ogni età che vivono soli, molto spesso abbandonati dalle proprie famiglie al manifestarsi dei primi segni della malattia. In una condizione sociale già complessa e molte volte al limite della sopravvivenza, la gestione e la cura di una persona con disabilità mentale da parte dei parenti è semplicemente un atto non sostenibile e soggetto a una selezione naturale.

Con Madame Celine a Le Merveille ho trascorso una settimana straordinaria e troppo breve, partecipando alle loro attività e lezioni, dialogando con i ragazzi e pure con modi molto creativi.
Sono ragazzi con disabilità a volte gravi, altre volte meno; e nei modi e nei tempi che il loro personale mondo permette, hanno desideri da esprimere, progetti da realizzare.
Alcuni ci riusciranno. Altri no.
Alcuni forti, testardi, incoscienti.
Altri troppo deboli o troppo timidi o troppo sfortunati.
O solo perché il mondo, ancora, non ha smesso di metterli alla prova o di prendersi gioco di loro.

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