Andrea Calandra

Prenestina 913

Il MAAM è un museo indipendente dove arte e vita si intersecano, si completano e si proteggono a vicenda
Testo e Foto:  Andrea Calandra
 
Photo Editor:  Gabriele Orlini

Via Prenestina, 913, Roma

L’arte è completamente inutile
Oscar Wilde, Il Ritratto di Dorian Grey

Sul valore e sull’utilità dell’arte si è dibattuto spesso, soprattutto in epoca moderna dove siamo abituati a dare a tutto una valenza utilitaristica. Esiste però un luogo dove l’arte è riuscita ad avere una diretta e tangibile conseguenza sulla vita di una comunità di persone. Si chiama MAAM.

MAAM | ©Andrea Calandra 2022

Il MAAM: un museo vivo

In via Prenestina 913, in un’area della periferia industriale di Roma, c’è il MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz, un luogo unico nel suo genere. Il museo si trova all’interno di un ex mattatoio e ospita oltre quattrocento opere, contributo di numerosi artisti romani, italiani e internazionali. Si tratta di sculture, street art, e opere d’arte concettuale di forte impatto. La sua peculiarità, però, sta nel fatto di essere un luogo vivo. All’interno della struttura, infatti, abitano diverse famiglie di varie nazionalità per un totale di circa duecento persone. Il MAAM è l’unico museo abitato al mondo, un luogo dove arte e vita si stringono la mano nella quotidianità delle persone che qui ci vivono.

Risale al marzo 2009 l’occupazione dello stabile abbandonato quando l’organizzazione Blocchi Precari Metropolitani, nata per rivendicare il diritto all’abitare, decide di aiutare numerose famiglie senza casa a trovarne una. È stato così costruito all’interno di quello che poi è diventato il MAAM un piccolo villaggio, vivo e pulsante, con le proprie vie, gli spazi comuni compresi quelli dedicati alle assemblee per la gestione. A prendersi cura del MAAM e delle sue opere sono gli stessi abitanti. Sono loro che si occupano della manutenzione degli spazi e della gestione delle visite.

Il MAAM è aperto al pubblico e può essere visitato nella sua interezza. Entrarci significa mettere piede in un nonluogo, per citare l’antropologo francese Marc Augé, dove la destinazione d’uso originaria della struttura esterna viene a mancare in favore di un rapporto unico tra questi spazi e chi li vive.

Il museo prende vita per iniziativa dell’antropologo, artista e regista Giorgio de Finis – oggi curatore artistico del progetto – che assieme al filmmaker Fabrizio Boni realizza nel 2012 il documentario Space Metropoliz“Quella che andiamo a raccontare è una storia di fantascienza. Ma è anche una storia di convivenza, di condivisione e di impegno politico. È la storia di un’occupazione e di una provocazione artistica, di un’astronave e di un museo” (tratto dalla presentazione di Space Metropoliz).

Da questa esperienza nasce il desiderio di creare un museo indipendente dove arte e vita si possano intersecare, completare e proteggere a vicenda. “Altro” e “Altrove indicano rispettivamente i suoi abitanti e il valore della diversità data dalle varie culture che qui si sono incontrate. 

Un equilibrio precario

Il MAAM è un luogo unico che andrebbe preservato. Purtroppo però il museo fa parte di una serie di stabili che il comune ha intenzione di sgomberare, anche per la forte pressione della multinazionale che ne detiene l’effettiva proprietà e che ha deciso di investire nell’area costruendo appartamenti.

Per cercare di salvare la ricchezza culturale che conserva il MAAM ha presentato ufficialmente la propria candidatura per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

MAAM | ©Andrea Calandra 2022
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