Matteo Placucci
I pastori della Natività

Una storia vissuta a Lalibela, Ethiopia

I pastori della Natività

di Matteo Placucci

Natale ortodosso a Lalibela, in Etiopia

Durante l’ultima settimana di dicembre, Lalibela diventa il centro del mondo per gli etiopi di fede ortodossa. La famosa cittadina situata a nord, nella regione Amhara, diventa la meta per centinaia di pellegrini che, settimane prima del sette gennaio, si mettono in cammino per raggiungere le chiese scavate nella roccia e celebrare lì il Natale. Dal finestrino del piccolo furgone arrugginito che mi sta portando alla cittadina immersa fra le montagne, mi appaiono dopo pochi chilometri alcuni pellegrini camminare allineati all’orizzonte, avvolti nelle loro vesti bianche e con l’immancabile bastone che funge da supporto. I pellegrini arrivano da tutte le parti dell’Etiopia, alcuni di loro percorrendo a piedi fino a 300 chilometri, portando con sé solo lo stretto necessario per dormire e poco altro per sopravvivere.

pellegrini ortodossi a Lalibela
Pellegrini in preghiera fuori dalla chiesa di Bete Giyorgis | Matteo Placucci, ©2021

A mano a mano che ci avviciniamo i pellegrini aumentano fino a riempire ogni spazio utile sul terreno. Si accampano come possono attorno alle dodici chiese monolitiche e passano il tempo chiacchierando, pregando e aspettando di celebrare il Natale. Per molti di loro – agricoltori e allevatori – questo evento religioso è anche un’occasione per rivedere tutti quegli amici distanti che non avrebbero potuto altrimenti incontrare a causa della distanza e delle condizioni economiche. Parteciparvi è dura, ma il grande sforzo viene ripagato con una benedizione che durerà un anno intero, e questo per loro è sufficiente. Per tutto il periodo natalizio in molte chiese le messe iniziano contemporaneamente all’alba e continuano una dopo l’altra per tutto il giorno.

pellegrini ortodossi a Lalibela
Pellegrini in coda per entrare nella chiesa di Bete Giyorgis | Matteo Placucci, ©2021

Nel magnifico scenario che raccoglie dodici delle più belle chiese scavate nella roccia presenti al mondo, tutto sembra amplificato e allo stesso tempo congelato in un antico passato. Sin dal mattino presto ci si mette in coda con decine di altre persone lungo questi piccoli e stretti tunnel scavati nella roccia, a volte larghi solo quanto una persona e spesso neanche troppo alti. I corpi sono schiacciati, gli odori intensi. Seguendo l’odore ammuffito dell’aria umida che arriva dalla fine del tunnel, si raggiunge l’entrata sospinti dalla massa. Scarpe e sandali vengono lasciati all’esterno in segno di rispetto e si entra. Credente o meno, è come essere riportato indietro di 2mila anni, fra quei pastori che decisero di mettersi in cammino dopo aver visto la stella cometa per andare a fare visita a Gesù bambino. Ogni faccia, ogni veste, ogni suono racconta una storia vecchia migliaia di anni, anni di storia scavati nei volti delle persone come le chiese scavate nella roccia delle montagne, entrambi parte della memoria profonda dell’Etiopia.

Testo e Foto | Matteo Placucci
Share on facebook
Share on twitter
Share on pinterest
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on reddit
Share on email

Autore

Matteo Placucci
autore
Credo fermamente che ognuno di noi sia testimone del suo tempo. E che questo tempo vada documentato.

Dove

Dello stesso autore ...

Passeggiando per le strade dell'Uganda si incontrano bambine vestite da principesse, fatine, cenerentole. Come mai?
Matteo Placucci
Otto storie di lavoratori a Johannesburg: tutte diverse ma tutte simili, storie di speranze, sogni, necessità e fiducia.
Com’è la vita dei sei Panda nello zoo di Beijing, uno dei pochi luoghi al mondo dove questi animali vivono in cattività?
Shanghai sta implodendo per esplodere di modernità, ma il rischio è quello di perdere la propria anima.
Il colore della terra è il colore che accompagna il sorriso dei bambini che giocano in Africa.

Ti è piaciuta questa storia?

Per raccontarla, Matteo Placucci ha impiegato tempo, energie, risorse.
Perché, seguendo quanto è scritto nel Codice Etico di DooG Reporter, una Storia per noi non può essere raccontata se non la si è vissuta. E questo ha un costo, sia in termini di tempo che di denaro. Il tuo contributo, grande o piccolo che sia, ci aiuta a continuare questa narrazione del mondo fatta di prima mano, a mantenerla libera da condizionamenti e accessibile a tutti.

storie e altre storie

Italy Photo Awards

Ma non scordare i fusi orari
Attention about the time zone (CEST)

Sede
Metropolitan City of Venice (Italy)