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Intervista a Giordano Suaria
Qualcuno mangia prima di altri. Milano, Fossato del Castello Sforzesco. | @Giordano Suaria, 2020

Criniere ribelli

Dal taccuino di Giordano Suaria

Abbiamo chiesto ai nostri autori e al nostro network di rispondere a tre domande su come stanno affrontando questo difficile momento storico. Ecco qui l’intervista a GIORDANO SUARIA, di New Old Camera.

C’è una bellezza del mondo, anche banale, che hai riscoperto in questo periodo? 

Faccio fatica ad individuare una “bellezza” del mondo, sia nuova che ritrovata. Si è invece tristemente rafforzata in me la convinzione che alcuni esseri umani in momenti difficili mostrano purtroppo il peggio di sé (fortunatamente non tutti). Ho trovato invece molto conforto tra le mura di casa, con mia moglie e i miei figli con i quali ho passato tantissimo tempo. È stato bello vedere i loro capelli crescere giorno per giorno fino a diventare vere e proprie criniere ribelli, come segno tangibile del tempo passato insieme.

Come credi la tua professione sia cambiata o cambierà?

La mia professione era già in parte molto orientata all’utilizzo delle nuove tecnologie (web e social) e pertanto il distanziamento sociale non ha limitato le mie possibilità e anzi forse le ha agevolate. Mi ritengo comunque fortunato perché ho dovuto affrontare questa situazione in un’epoca di sostanziale benessere e in una parte di mondo ad avanzato sviluppo tecnologico.

Un’immagine, un libro e una canzone che rappresentano per te questo periodo.

Musica: Violet to Blue (Nik Kershaw. Radio Musicola. MCA Records 1986)

Testo | Giordano Suaria
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Ho diverse passioni, tra sport, tech, musica e fotografia.
Jharia è un immenso buco dai terreni pericolanti, dove una moltitudine umana lavora nell'industria dell'estrazione del carbone.
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Pesci bianchi, nati per muoversi nel fango buio della foresta. Pesci bianchi, viscidi e sfuggenti, che diventavano neri appena tolti dalla terra.
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