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Un guscio di noce alla fine del mondo

Nonostante questo − o proprio per questo − Ushuaia, la città più australe del mondo, è un posto da visitare.
Canal Beagle, Ushuaia | ©Lisa Zillio

Un guscio di noce alla fine del mondo

Un guscio di noce. Questa la dimensione della minuscola imbarcazione a vela con cui ho deciso di affrontare il Canale Beagle, alla fin del Mundo.

Quattro passeggeri più uno skipper-narratore. Questo era tutto l’equipaggio della Santa Maria. Indossiamo la cerata gialla, una taglia troppo grande anche per una persona alta due metri. E subito mi immagino un passato da cacciatore di mare, pronto alla lotta quotidiana con le scure onde di queste parti. Perché qui il mare è nero petrolio, un blu profondo e gelido. Ce lo conferma anche il nostro giovane skipper: “Se cadete in acqua, avrete circa 4 minuti prima di morire assiderati“. Come non pensare a Jack su quella tavola di legno mentre il Titanic affonda maestosamente alle sue spalle. 

Un’esperienza unica, un’emozione indelebile: essere alla fine del mondo (e lo percepisci proprio che lì davanti, poi, non c’è più nulla), su un guscio di noce che arranca tra nuvole e onde che giocano a poker. 

I tour, qui a Ushuaia − la città più australe del mondo − sono tantissimi. C’è solo da decidere il percorso, il mezzo e il budget. 

Si può andare alla Pingüinera e passare un paio d’ore circondati dai pinguini; oppure visitare il Parque Nacional Tierra del Fuego. O ancora arrivare al faro conosciuto come Fin del Mundo nel canale Beagle o alla Isla de Los Lobos, l’isola dei leoni marini.

Ushuaia non ha più nulla di quell’avamposto che la mia immaginazione custodiva nell’ignoranza. Lo percepisci fin dall’arrivo in aeroporto: un edificio completamente in legno che sembra più scandinavo che argentino. E già il fatto che ci si arrivi con un volo di linea, poteva esser un indizio. Anche le case non sono più quelle di un tempo: popolate da turisti, nascondono ogni comodità della nostra epoca.

Nonostante questo − o proprio per questo − Ushuaia è un posto da visitare.
Per la bellezza della natura.
Per la contaminazione umana che evolve e non si ferma mai.
Per quella sensazione, forte e precisa, di esser davvero alla fine del mondo.

Sul Canal Beagle | Photo di Enrico M. Balli

Lisa Zillio

Co-Founder di DooG Reporter | Media Producer, Videomaker, Fotografa, lavora con immagini, testi e contenuti grafici. Con una formazione in Management Culturale e un master alla NYFA - New York Film Academy, dal 2010 si occupa di comunicazione multimediale. Diverse sono le spedizioni scientifiche alla quale ha partecipato tra Asia e Sud America; le sue fotografie e i sui reportage sono stati distribuiti sui maggiori canali. Le piace percorrere strade dove la vita s'intreccia con l'arte.
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