Matteo Placucci
Le principesse dell'Uganda
Matteo Placucci

Le principesse dell’Uganda

Una storia vissuta in

Viaggiando attraverso l’Africa mi sono imbattuto più di una volta nei mercati di paese. Come in tutti i mercati africani ci si può trovare davvero di tutto: animali vivi e morti, frutta, vegetali, attrezzature di ogni tipo e anche abbigliamento. Questo abbigliamento, se non è di origine cinese, è ovviamente di seconda mano, e molto spesso viene dall’Europa e dagli Stati Uniti.

Ultimamente, passeggiando per le strade dell’Uganda, ho incrociato mamme con bimbe piccole vestite da principesse, fatine, cenerentola e mi sono chiesto: “Come mai hanno vestito le loro figlie con vestiti di quel tipo? C’era una festa?”.

Dopo qualche giorno, parlando con le persone del posto al mercato, ho trovato la risposta: fra i tanti vestiti di seconda mano che arrivano ci sono anche costumi di carnevale da bambino. Questo tipo di vestiti non ha un grande valore per i commercianti locali e vengono venduti a un prezzo più basso. A causa del veloce sviluppo dei figli e delle condizioni economiche a volte precarie, nella maggior parte dei casi i bambini hanno pochissimi capi di abbigliamento, anzi, spesso possiedono soltanto quello che hanno addosso, ovvero capi sovradimensionati che si devono far andar bene per i mesi a venire.

Ecco allora che le mamme meno abbienti acquistano per le loro figlie questi vestiti di seconda mano al mercato, vestiti che per i nostri figli sono soltanto costumi da indossare una volta all’anno, e forse anche una sola volta nella vita perché ad ogni carnevale lo si vuole sostituire con uno nuovo, diverso. Queste mamme sono consapevoli che le loro figlie cresceranno in fretta e che magari lo vestiranno per poco, ma sicuramente per i mesi a venire avranno la possibilità di vestire le proprie bimbe con un capo d’abbigliamento adatto alla loro età, pulito, e in maniera carina ed elegante.

È così che in quei giorni ho visto passeggiare a piedi nudi, sulla terra rossa dell’Uganda, tante piccole principesse nere, delle piccole principesse dell’Uganda.

Foto & Testo | Matteo Placucci
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