Cerca

Ultime Storie

Lisa Zillio
High Line, malinconica e indisciplinata bellezza
Qual è il segreto della High Line, il parco urbano costruito sui resti di una ferrovia sopraelevata, in grado di squarciare il West Side di Manhattan?
Natascia Aquilano
Le Belle di San Berillo
Un quartiere carcassa, eppure romantico. Un corpo morente tenuto in vita dagli ultimi, dagli “indicibili”: le Belle di San Berillo.
Erica Balduzzi
La scasada del Zenerù
Il 31 gennaio, ad Ardesio, si celebra la “Scasada del Zenerù”: letteralmente la “scacciata di Gennaione”, un grande momento di aggregazione per tutto il paese.

News Racconti

Argomenti

Keep in Touch

Speciale

Motoforpeace

Sud America 2020 | Anonimi della fede

coronavirus
La Paz, Bolivia | ©Gabriele Orlini, 2020

#17 | Bloccati a La Paz

Dal taccuino di Gabriele Orlini

La Paz, Bolivia | marzo 2020

In questi giorni, nel nostro immaginario, ci saremmo ritrovati nella millenaria geografia Inca posta nel cuore del Perù. Avremmo incontrato – e vissuto – alcune delle piccole missioni cattoliche sparse nel continente andino, obiettivo del nostro lungo viaggio in Sud America.
Ma non lo faremo. Ci hanno bloccato.

Sono passati quasi due mesi da quando, in un fanciullesco entusiasmo, ognuno di noi, nel porto di Valparaiso, ha ritrovato la sua motocicletta e fondendosi con essa ha proseguito quell’intimo dialogo che solo un motociclista sa riservare alla propria moto.

Dal Cile, dirigendosi verso l’estremo sud nella Terra illuminata dai fuochi di antiche tribù, abbiamo rincorso l’infinita Patagonia avendo il nord come unica direzione.
Le ruote della moto mordevano polvere e vento (cit.) e il nostro pensiero rimaneva sulle miglia avanti a noi: all’esperienze che avremmo voluto vivere, alle persone che avremmo incontrato, alle storie che avremmo ascoltato, ai cani che avremmo schivato lungo la ruta.
A ciò che avremmo condiviso e a quanto saremmo stati capaci di riportare a casa.

Dopo poco più di 10mila chilometri tra sassi, terra, e strade asfaltate, volgendo le spalle alla nostalgica Buenos Aires i nostri occhi sono rimasti abbacinati e confusi dalla potente quanto irruente forza del Paraguay – terra di missioni gesuite – per giungere poi al confine boliviano. Paese di deserti, foreste, miniere, e grandi altitudini. Il respiro si è fatto sempre più pesante e il mate de coca non sempre capace di alleviare lo sforzo dei 4mila metri.

Dopo tre rotture di moto ormai stanche, riparate ai bordi di strade deserte, siamo ripartiti e infine giunti nella capitale, La Paz, percorrendo una periferia stridente, rumorosa e soffocante, figlia della fantasia di George Miller, e qui catapultati in una dimensione molto diversa dallo spettacolo naturale dei giorni precedenti.
Ci siamo preparati per l’ultima parte di questo nostro peregrinare: il confine con il Perù distante solo 120 chilometri.

Le notizie che giungevano dal mondo – per noi orientale – rimanevano ancora confinate al solo pensiero per le nostre famiglie: italiane, spagnole, tedesche, e austriache. Con l’ingenua arroganza tipica del viaggiatore nel giusto, ancora non sapevamo che qualche ora più tardi, nelle fredde ore di un’imminente notte boliviana, una burocrazia ottusa ci avrebbe fermato alla frontiera con l’ultimo dei paesi del nostro itinerario.
Un disguido di procedura, un fraintendimento di orario, forse un fuso non considerato, ma per più di 4 ore ci siamo ritrovati clandestini in terra peruviana, senza una reale possibilità per proseguire o per rientrare. Semplicemente: fermi!

Alle 3 del mattino siamo rientrati a La Paz con le ossa infreddolite e gli occhi rigati dalla pioggia della notte. Una delusione che annebbiava la visiera del casco dal di dentro, mille pensieri per un male che nella sua meschina natura, il coronavirus, aveva per la prima volta toccato e scalfito anche il nostro obiettivo: concludere la missione e fare fede all’impegno che ci eravamo presi con chi, insieme a noi, ha creduto e sostenuto questa spedizione di pace.

Ora non rimane che rientrare in Italia. Ma come?
Rientrare in Italia: tre parole che ancora oggi non riusciamo a dire con certa serenità perché una data ancora non c’è. Perché un punto di partenza ancora non c’è. Perché ogni giorno molte opzioni appaiono e scompaiono. Perché un semplice “come”, al momento non c’è.
Le frontiere sono state chiuse e gli spazi aerei pure. Le compagnie aeree propongono voucher di rebooking da città irraggiungibili o in date indefinibili, mentre noi si vorrebbe solo un volo per l’Europa. Ora. O almeno una data certa.

Fermi, bloccati, inermi, abbiamo iniziato un viaggio dentro il viaggio. Un viaggio dentro le ragioni che ognuno si costruisce. Prigionieri di noi stessi. Con un’inutile mascherina sul volto ci illudiamo nell’immunità dal male.
Ogni giorno ci giungono le notizie dal mondo – oggi per noi sempre meno orientale – ma tardano ad arrivare le uniche che vorremmo realmente sentire: quelle degli uffici che ci riconoscano il diritto nel possedere un passaporto di una nazione forte.
Bloccati nella città dove di notte il cielo stellato si ribalta e illumina la terra, oramai lo ammiriamo annoiati dalle grandi finestre nel panorama di questa metropoli dai mattoni rossi.
E io, Gabriele, che vorrei percorre quelle calle per la sola ragione del mio stare – scoprire storie e riportare racconti – guardo disincantato ciò che non posso raggiungere.

coronavirus 2
La Paz (Bolivia) | ©Joyce Donnarumma, 2020
Testo | Gabriele Orlini
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su reddit
Condividi su email
Founder
Documentary Photoreporter
Racconto le storie dei singoli, uomini e donne che insieme formano quel puzzle scomposto chiamato Umanità e a cui tutti, in qualche modo, apparteniamo.

Lascia un commento

DooG | Staff
#18 | La missione deve fermarsi!
La quinta – e ultima – short clip on the road della serie dedicata alla lunga missione della onlus MotoForPeace, in Sud America.
Joyce Donnarumma
#16 | Cielo a revés
La Cordigliera ci sfida e noi pronti ad affrontarla iniziamo a salire. Arriviamo a 4000 metri. Le vette riempiono gli occhi di mille colori.
DooG | Staff
#15 | Giardini nascosti
La quarta short clip on the road della serie dedicata alla lunga missione della onlus MotoForPeace, in Sud America. Siamo in Argentina.
Joyce Donnarumma
#14 | Bailar en silencio
Buenos Aires, immensa, ci costringe a salutare l'infinità del cielo. E con alberi e palazzi disegna un imperfetto orizzonte.
La terza short clip on the road della serie dedicata alla lunga missione della onlus MotoForPeace, in Sud America. Siamo nella Patagonia argentina.
Argentina| MotoForPeace| Patagonia
Io sono la Patagonia. Amante difficile, essenza del sogno. Elementare forma della vita, immobile spettatrice. Io sono Polvere e Vento.
Argentina| MotoForPeace| Patagonia
La Ruta 40 non perdona. La Ruta 40 la percorri piano, quasi chiedendo il permesso, e speri che lo sguardo del Gauchito Gil sia sempre con te.
Argentina| MotoForPeace
1240 chilometri di sterrato e tratti d’asfalto tra le nuvole e le acque cristalline delle Ande. Questa è la Carretera Austral.
Chile| MotoForPeace
La seconda short clip on the road della serie dedicata alla lunga missione della onlus MotoForPeace, in Sud America. Siamo in Cile.
Chile| MotoForPeace| Patagonia

#17 | Bloccati a La Paz

Info e iscrizione

L’invio di questo modulo di iscrizione è da intendersi come “proposta” da parte di chi invia e permette il mantenimento del posto al Training o alla Class. La conferma dell’iscrizione, che vale quale “prenotazione” sarà considerata effettiva solo dopo l’approvazione da parte del professionista che seguirà il Training o la Class e al pagamento della quota prevista.

+39 347 5113829

Ma non scordare i fusi orari
Attention about the time zone (CEST)

Sede
Metropolitan City of Venice (Italy)

Newsletter

Iscriviti

Rimani aggiornato sulle ultime Storie, sulle Masterclass e gli Eventi Speciali di DooG Reporter