Tra terra e mare

La Thailandia, dal suo interno, fuori dalle rotte turistiche, fuori dai luoghi comuni, lontano dalle spiagge incantate e, sempre, a contatto con gli uomini e le donne che compongono questo straordinario paese.

Tra terra e mare

Racconti dal paese della gente che sorride

a cura di Gabriele Orlini | Documentary Photoreporter

Thaiandia Journey è un progetto a lungo termine di DooG Reporter nato con l’obiettivo di raccontare un paese: la Thailandia, dal suo interno, fuori dalle rotte turistiche, fuori dai luoghi comuni, lontano dalle spiagge incantate e, sempre, a contatto con gli uomini e le donne che compongono questo straordinario paese.

Iniziato nel 2017 abbiamo viaggiato nel sud della Thailandia, da Bangkok fino all’isola di Kho Phayam. Siamo andati alla ricerca dell’antico popolo dei Moken, gli ultimi nomadi del mare. Gli anziani hanno condiviso con noi una storia millenaria di cui sono gli unici custodi, con i bambini abbiamo giocato nel loro mare, ci hanno portato sulle loro barche, facendoci entrare nel loro mondo isolato in perfetta armonia con il ciclo degli eventi e della natura.

Nel 2018, abbiamo viaggiato a nord: da Bangkok alle zone di ChiangMai, situate ai bordi della giungla, tra templi, monaci e tribù ancestrali. E poi su, fino a Mae Sot lungo il confine con il Myanmar, alla ricerca delle comunità tribali, dei cacciatori di serpenti e dei guardiani di elefanti.
Ci siamo immersi nell’antica arte marziale Muay Thai, e abbiamo incontrato un maestro della Sak Yant, l’antica arte del tatuaggio tailandese tra magia, credenza popolare e simbologia religiosa.

Sono la voce di un popolo che vive tra le isole dell’arcipelago Mergui al confine tra Thailandia e Birmania. Immerso nei miti dell’acqua e del vento, viveva seguendo il flusso del sole e del ciclo lunare, lontano dal nostro tempo, con la propria cultura orale. (...)

Alzaia | ©Joyce Donnarumma, 2017
La giungla dei Lahu| ©Marco Barbieri, 2018

Tra la densa vegetazione pluviale i Lahu si muovono silenziosamente, accompagnati dal fedele cane da caccia (…)
Oltre a cacciare con un vecchio fucile, i Lahu si dedicano anche alla raccolta di erbe medicinali, legna da ardere, larve, frutta secca e ghiande, da portare al villaggio.

Video

Gli ultimi nomadi del mare

Alla ricerca dei Moken, gli ultimi nomadi del mare che vivono tra le ottocento isole dell’arcipelago di Mergui, al largo delle coste meridionali della Birmania e in quelle lungo la costa occidentale della Thailandia, nel mare delle Andamane.

Cavallo d'oro | ©Carmine Rubicco, 2018

A cavallo, coperti da tuniche arancioni, sale da un declivio a sinistra della piazzetta un drappello di religiosi. A guidarli il più alto in carica, con tunica porpora, vice del fondatore del Monastero. Al passo i destrieri dei novizi si fermano in fila indiana mentre il monaco anziano si avvicina ai fedeli (...)

“L’isolamento caratterizza gran parte del suo tempo”, spiega la psicologa, “governa un mondo tutto suo, in cui solo la paura non l’abbandona mai e che la porta in uno stato di allarme permanente (...)

Ploy | ©Natascia Aquilano, 2017
Moken | ©Alida Vanni, 2017
Alida Vanni

La più longeva dei Moken

Un’isola in particolare attira la nostra attenzione, Kho Phayam nel mare delle Andamane.
Qui, in questo luogo di pace e silenzio, vivono i Moken, gli ultimi nomadi del mare. Un popolo ancestrale che conta ormai poche migliaia di persone.

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Joyce Donnarumma

Rama IX

Bangkok, 26 ottobre 2017.
È trascorso un anno ed il lutto viene ancora vissuto.
Le gigantografie del re Bhumibol Adulyadej ricoprono interi palazzi e la città si prepara a porgere l’ultimo regale saluto.

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TakeCareKids | ©Joyce Donnarumma, 2017
Joyce Donnarumma

Take Care Kids

Sono i bimbi accolti dall’associazione di volontariato Take Care Kids Onlus; sono anime che cercano di riprendersi un futuro.

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Alida Vanni

I monaci sul mare

L’affascinante rito delle offerte è un’usanza suggestiva e coinvolgente.
Donare del cibo a un monaco è un rito molto importante in Thailandia. Il fedele che compie questo gesto guadagnerà più velocemente la strada verso il Nirvana .

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Marco Barbieri

Da uomo diventi guerriero

I ragazzi del quartiere nella palestra di Kanchai Chang-ngoen a Chiang Mai, imparano la Muay Thai fin da bambini per passare, un giorno, da uomini a guerrieri.

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Natascia Aquilano

Storia di un’infanzia rubata

“L’isolamento caratterizza gran parte del suo tempo”, spiega la psicologa, “governa un mondo tutto suo, in cui solo la paura non l’abbandona mai e che la porta in uno stato di allarme permanente….

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Natascia Aquilano

Moken, una vita a filo d’acqua

Senza nomi, senza documenti, senza nazionalità, senza tempo. Questo è scandito solo dai venti, dalle onde del mare e dalla luna. Non possiedono un calendario e la maggior parte di loro non conosce neppure la propria età. Sono liberi. Liberi di navigare e adattarsi ai flutti in modo quasi soprannaturale.

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Marco Barbieri

La sacra giungla dei Lahu

Tra la densa vegetazione pluviale i Lahu si muovono silenziosamente, accompagnati dal fedele cane da caccia (…)
Oltre a cacciare con un vecchio fucile, i Lahu si dedicano anche alla raccolta di erbe medicinali, legna da ardere, larve, frutta secca e ghiande, da portare al villaggio.

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Joyce Donnarumma

Alzàia

Sono la voce di un popolo che vive tra le isole dell’arcipelago Mergui al confine tra Thailandia e Birmania. Immerso nei miti dell’acqua e del vento, viveva seguendo il flusso del sole e del ciclo lunare, lontano dal nostro tempo, con la propria cultura orale.

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Carmine Rubicco

Il Monastero del Cavallo D’oro

A cavallo, coperti da tuniche arancioni, sale da un declivio a sinistra della piazzetta un drappello di religiosi. A guidarli il più alto in carica, con tunica porpora, vice del fondatore del Monastero. Al passo i destrieri dei novizi si fermano in fila indiana mentre il monaco anziano si avvicina ai fedeli.

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reportage photojournalism workshop

a cura di Gabriele Orlini | Documentary Photoreporter

Raccontare storie potenti che possono influenzare il mondo che ti circonda.
Migliorare la tecnica, chiarire la propria visione sulle cose che accadono vivendole e documentandole in prima persona, seguendo un vero assignment giornalistico.

Thailandia Journey, a cura del fotoreporter Gabriele Orlini, è un workshop immersivo progettato per fotografi e giornalisti che vogliono migliorare o avviare la loro esperienza nella fotografia documentaria, nel fotogiornalismo e nella narrazione.

Durante il viaggio in Thailandia, fuori da ogni rotta turistica, ogni partecipante seguirà un argomento assegnato, entrerà a contatto diretto con comunità locali e vivrà in prima persona le situazioni e il quotidiano che poi andrà a documentare.

L’obiettivo principale del workshop è quello di acquisire i processi e una visione approfondita, quindi le esperienze della fotografia documentaria in condizioni di “vita vera”, seguendo un assignment finalizzato a una pubblicazione fotogiornalistica e di reportage.

Un’opportunità per lavorare sul campo con il tempo sufficiente e con le dinamiche reali di un assignment fotografico o giornalistico seguendone i vari aspetti: territorio, gestione dei contatti in loco, viaggio, produzione del materiale, etc.

Ogni sera saranno svolte le sessioni di editing del lavoro svolto fino a quel momento, con ampio spazio dedicato alla discussione e al confronto, fino alla redazione del programma del giorno successivo, comprese le eventuali modifiche al percorso di viaggio.

Video

Thailandia Journey 2017

L'obiettivo del viaggio e del workshop di fotogiornalismo: andare alla ricerca dei Moken, gli ultimi nomadi del mare.
A cura del fotoreporter Gabriele Orlini con la collaborazione del reporter Fabio Polese, 9 giorni nel sud della Thailandia, tra notti passate in pullman, trasferimenti in barca, e isole da sogno, dopo aver lasciato una caotica e magica Bangkok.

Video

Thailandia Journey 2018

...voltando le spalle alle luci ed alle ombre di una Bangkok dai mille colori, profumi, anime nella notte che si muovono in un mondo che a loro appartiene e vuole prenderti dentro di se con i suoi mille tentacoli. Ed è in una di queste notti che si parte in direzione Chiang Mai alla scoperta dell'antica arte del Sak Yant, del Muhai Thai, e dentro la giungla con i cacciatori di serpenti…

di alcuni partecipanti al workshop Thailandia Journey

Foto-video reporter

Thailandia Journey 2018
Penso che viaggiare sia un modo di arricchirsi, di guardarsi dal di fuori e di misurare se stessi.
Sentivo il bisogno di questo tipo di esperienza e così ho partecipato al workshop Thailandia Journey 2018.

Ho avuto la possibilità di fotografare situazioni molto diverse tra loro, di documentare ciò che non conoscevo, di riempirmi gli occhi di meraviglia.
Non sono mancati il continuo confronto, i consigli e le critiche, il sostegno e la condivisione di esperienze, i racconti davanti al caffè lungo, le magliette sudate, le sigarette.
Ed un esempio da seguire.
Ripartirei domani

Fotoreporter

Thailandia Journey 2017
Il Workshop in Thailandia è un’esperienza difficile da dimenticare per mille e più ragioni. In primis perché ho conosciuto una nuova Natascia.

Non nego che l’entusiasmo di partire era accompagnato da un pò di scetticismo. Essendo una persona molto indipendente e spesso solitaria, l’idea di trascorrere diversi giorni H24 con persone sconosciute e di scattare con loro, un pò mi preoccupava. E invece, con le mie due compagne di avventura c’è stato subito feeling. Tre generazioni diverse, tre percorsi e approcci fotografici differenti, con cui ho avuto modo di confrontarmi, sfogarmi, arricchirmi. Le adoro!

Durante il viaggio mi sono persa, fotograficamente persa. Ma da Gabriele e Fabio, ho imparato ad attendere e vivermi il flusso delle situazioni. E’ stato solo così, osservando, respirando e vivendo pienamente i luoghi e le persone incontrate, che ho iniziato a raccontare.
L’organizzazione impeccabile anche nell’affrontare imprevisti e cambi di programma. Sicuramente non un viaggio fotografico come molti potrebbero credere, ma un’esperienza a tutto tondo nella fotografia documentaria e nella narrazione della stessa.

Unica nota dolente: il rientro e quel distacco che provo ogni volta con i posti, le persone e le situazioni che lascio a Roma prima di partire e con cui devo poi necessariamente riunirmi. Il desiderio di rimanere ancorata a quelle storie non mie, ma che hanno avuto il privilegio di esserlo, anche se per un tempo limitato.
Ma c’è la soluzione per fortuna: PARTIRE DI NUOVO.

Foto-video reporter

Thailandia Journey 2018
Ho partecipato a due workshop di Gabriele: Thailandia Journey e Buenos Aires streets.
Pur fotografando da tanti anni ho sentito la necessità di dialogare, confrontarmi, scavare a fondo, accrescere la conoscenza fotografica, parlare di fotografia 24 ore su 24 (quasi), di apprendere ancora e ancora!

La mia incalzante “esigenza” è stata colmata al di là delle mie aspettative grazie alla semplicità e alla professionalità di Gabriele!

Formazione, didattica, esperienza, sperimentazione, studio.
Per raccontare una storia non basta averla vissuta: Servono gli strumenti e le tecniche per farlo al meglio.

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