Storie in sud america
Alida Vanni
Il paese dai mille colori
Alida Vanni

Il paese dai mille colori

Storie in sud america

Il Perù è una somma di lingue, tradizioni e culture che riescono a coesistere in armonia nella ruvida geografia del paese andino. Una parte di queste culture millenarie vive ancora oggi nei costumi delle persone che lo abitano.
Arrivare in Perù significa viaggiare nel tempo e riscoprire le tracce ancestrali degli Inca, dei Chancas, dei Chachapoya, dei Mochicas e dei Wari.
Il Perù è particolarmente noto per i tessuti colorati realizzati a mano, tanto che sia la tessitura che le stoffe prodotte sono considerati patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO.

Arte tessile in Perù

Questa arte tessile è una delle tradizioni più antiche, soprattutto sulla catena andina. Grazie al ritrovamento di molti reperti archeologici, è oggi possibile datare le prime testimonianze di arte tessile già al 5.700 a.C. Infatti, in assenza di documenti scritti come nel caso delle Ande pre-ispaniche (vale a dire per quei popoli che vissero prima della conquista degli spagnoli), gli artefatti archeologici sono gli unici materiali informativi disponibili per ricostruirne la storia tessile.
Il quechua, parlato ancora oggi, era una lingua orale e i tessuti erano un mezzo per trasmettere pensieri e impressioni. Tutt’oggi i tessuti andini sono onnipresenti nella vita degli indigeni e svolgono un ruolo importante nella comunicazione, facendo parte della potente identità peruviana.

I colori del Perù | Alida Vanni, ©2019

Tessuti andini

I grandi e coloratissimi teli, oltre a essere estetici e simbolici, sono uno strumento indispensabile e inseparabile della vita quotidiana andina. Il suo impiego è svariato. Vengono usati come coperte, tovaglie, adoperati dalle madri per portare i bambini in spalla, per il trasporto di pesi e materiali, come telo per sedersi, o più semplicemente per esporre i prodotti ai mercati.

I motivi che vengono rappresentati sui tessuti sono vari: animali, fiori, linee, rettangoli, o magici disegni geometrici con uno straordinario senso della simmetria. Un antichissimo strumento, il fuso – che ancora oggi è usato in varie parti del mondo per trasformare le fibre tessili in filo, vedi ad esempio nelle zone più interne della Sardegna – viene adoperato dalle donne andine con massima maestria. È affascinante vedere come ne padroneggiano l’uso facendo ruotare fra le dita il bastoncino e il filo d’alpaca o cotone. Le bambine a 5 o 6 anni iniziano già a studiarne la manualità.

Dove nascono i colori in Perù

I materiali, le tecniche, la filatura, la tessitura, i disegni, sono stati ereditati da generazione in generazione, come anche l’arte di preparare la tinta per colorare le fibre. Per ottenerla, vengono utilizzate delle piante specifiche o minerali, a volte, anche insetti. Gli indigeni hanno una profonda e radicata conoscenza delle piante adatte alla tintura: dove crescono, in che periodo crescono e come curarle. L’indaco, per esempio, viene estratto dalle foglie di indigofera; il rosso, invece, dall’insetto di cocciniglia del cactus. Le foglie vengono lavate, fatte essiccare, macinate e successivamente immerse nell’acqua bollente in differenti quantità. Il risultato sarà la combinazione di una miriade di sfumature diverse.

Oggi l’economia di mercato globalizzata produce prodotti economici e fatti a macchina. Tutto questo può distruggere il rispetto e l’interesse per il fatto a mano e si teme che possa essere a rischio la pregiata identità tessile del Perù. Diverse comunità di indigeni, soprattutto nell’area di Cuzco, stanno combattendo per tenere viva la loro millenaria tradizione affinché non si verifichi l’estinzione di una tra le più antiche testimonianze tessili al mondo.

Testo e Foto | Alida Vanni
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