Staff di DooG Reporter
Andrea Calandra
Più volte ho ritrovato sul mio cammino questa frase di Ray Bradbury «Jump off cliff, build your wings on the way down» e l'ho presa come un segno.

Già da molto giovane la macchina fotografica e quello che poteva fare, esercitava su Andrea Calandra un forte fascino. Al suo quindicesimo compleanno riceve in regalo una vecchia Praktica di seconda mano a pellicola. È da quel momento che si accende qualcosa di più di un semplice interesse.

Nei viaggi, con gli amici o la famiglia, la macchina fotografica è sempre lì. Inizialmente ad attrarre la sua attenzione sono la natura e le sue bellezze, complice anche la timidezza nell’approccio con le persone. Crescendo inizia a fare le prime esperienze professionali e, ventitreenne, mentre studia Scienze Naturali, trova lavoro come fotografo di sport, cosa che farà in maniera continuativa per sette anni, facendo una gavetta letteralmente “sul campo” che gli insegnerà moltissimo.

L’interesse per le persone nasce durante un viaggio in Tanzania, che è quasi rivelatore, entrando in contatto con alcune realtà del luogo; capisce ciò che realmente gli interessa: le persone e le loro storie. La fotografia diventa lo strumento per superare quella timidezza e approcciare agli altri. E poi c’è l’Africa con le sue infinite sfaccettature, che diventa il principale soggetto delle sue storie. Attualmente Andrea Calandra si occupa di fotografia per vivere, ricoprendo diversi ruoli, da quelli commerciali alla didattica.

Andrea Calandra su DooG Reporter
Il romanzo Cent’anni di Solitudine di Gabriel Garcia Marquez è uno spiraglio nella comprensione della natura umana.
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Il racconto di un incontro personale con il Voodoo in Togo, nell'Africa occidentale.
Andrea Calandra
Intervista ad Andrea Calandra, fotografo e autore di DooG Reporter, su questo complesso periodo storico a causa della pandemia COVID-19.
Quella impalpabile sensazione di mancanza che ho scoperto avere nella mia vita di occidentale si è originata e risolta lì, nel villaggio Masai di Rombo Manyatta.

Ma non scordare i fusi orari
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